Niente! Avevo voglia di dirlo.
Ma tornando a noi.

Nei
post precedenti ho trascritto due passaggi di questo secondo volume "La Stanza delle Serpi" del nostro carissimo
Lemony Snicket (cioè Daniel Handler).
Due esempi della genialità di quest'uomo e anche del fatto che questi libri dovrebbero esser letti in inglese, ma devo dire che Daniele V. ha saputo fare un'ottimo lavoro di traduzione e adattamento.
Come il precedente volume, anche in questo gli orfani Baudelaire, Violet, Klaus e Sunny, dovranno affrontare nuove disavventure e stare attenti come mastini (questa è una citazione del terzo volume, che sto leggendo aprofittando del lungo viaggio verso l'università e poi verso casa).
I tre ragazzi vengono portati a casa del loro nuovo tutore, il celebre erpetologo Montgomery Montgomery (sì Montgomery Montgomery, ma è preferibile chiamarlo più semplicemente zio Monty).
Stranamente il nuovo tutore, seppur appaia all'inizio un pò originale, si dimostra una bravissima persona.
Gli orfani Baudelaire trascorrono con lui pochi, ma felici giorni, mentre preparano una spedizione per il Perù.
Pochi giorni che divengono un lontanissimo ricordo non appena si presenta il nuovo assistente dello zio Monty,
Stephano.
Chissarà mai questo Stephano?
I poveri Baudelaire capiscono immediatamente che dietro quella lunga barba si nasconde il Conte Olaf, l'uomo che è stato il loro primo tutore e che desidera impossessarsi ad ogni costo della fortuna lasciata dai genitori ai tre piccoli orfani.
Inutile avvertire gli adulti: non capiscono mai!
Così i nostri protagonisti se la devono vedere ancora una volta con il loro arcinemico ed evitare di fare un orribile viaggio in Perù con
Stephano, poichè lo zio viene improvvisamente a mancare.
(Chissà di chi è la colpa!? E' stato veramente il Mamba du Mal?).
Anche questa sfortunata avventura si dimostra eccezionale.
Descrizioni, narrazione e imprevisti ben articolati e gestiti, con le odiose, ma allo stesso tempo geniali, digressioni dell'autore.
Sviluppo dei fatti che sorprende passo passo.
Ti aspetti che vada a finire in un modo e poi per qualche motivo va a finire in un'altro.
E anche quelle cose che sembrano buone o quelle azioni che dovrebbero portare ad una buona fine, in realtà o incasinano di più la situazione, o si ritorcono contro gli sventurati orfani.
Una serie di sfortunati eventi, che portano ad una fine che non di può definire nè Happy nè Bad.
Probabilmente nella lettura di questi due volumi (e del terzo) sono stata un pò ingannata dalla precedente visione del
film (fantastico!! Tra realizzazione degli ambienti e attori, in particolare il vecchio
Jim, non so dire cosa mi abbia colpito di più ), che appunto nasce dall'unione di questi tre primi libri della serie (che conta 13 libricini). Mi aspettavo diverse cose e mentre leggevo invece che immaginarmi dei miei personaggi e delle mie scenografie (se così si può dire), rivedevo il film.
Non che questo sia un male, anzi, leggendo ora i libri, credo che la pellicola sia stata realizzata benissimo.
Vi voglio qui mettere la quarta di copertina del secondo libro.
(in inglese ^^;; )
Credo faccia ben intendere cosa ci si deve aspettare se si legge la sfortunata storia degli orfani Baudelaire.