L’agriturismo si trovava a poca distanza dalla Certosa di san Lorenzo.
Entrati ci siamo trovati davanti ad un maniero per metà rovinato e, penso, inutilizzabile e l’altra metà messa a nuovo con ristorante e recinti degli animali.
L’odore delle galline era inconfondibile.
Stanza piccola con un letto matrimoniale e due singoli, un bagno, in cui immancabilmente mio fratello ha cercato di distruggere tutto quello che era distruggibile.
Confortevole e silenziosa, dava sul piccolo terrazzino/ingresso al ristorante e sui recinti.
Scendiamo e mangiamo al ristorante. Ottima cena!! E ci divertivamo a osservare i prodotti tipici (abbiamo poi acquistato del formaggio con in mezzo una bella salsiccia piccante piccante. A detta degli altri, io non l’ho mangiato).
Il mattino seguente chiediamo informazioni sulla certosa, io prendo qualche volantino, in cui venivano indicati luoghi e percorsi consigliati nei dintorni. Ma avevamo solo poche ore a disposizione e il proprietario ci ha francamente risposto che solo la certosa era da vedere, il paese potevamo evitarlo, soprattutto se non avevamo tempo.
Mi diverto a fare qualche foto agli animli, e in poco tempo mi ritrovo ricoperta di mosche. La fuga è immediata.
Prendiamo la macchia e pochi metri più in là parcheggiamo di fronte alla certosa. Silenzio e calma. Vi era solo qualche avventore in un bar vicino, un bimbo a cui mia madre ha chiesto la giusta pronuncia del nome del paese e anche lui è andato in confusione, e un paio di turisti come noi. Io ero già rapita dall’entusiasmo architettonico.
Entriamo, superando l’ingresso, che dava su di un grande cortile.
Alla nostra sinistra un cartellone che raccontava la storia della certosa e mostrava le scansioni di qualche disegno, forse storico, della pianta e di alcuni particolari. Più avanti un bar e un negozietto. Invece, a destra una fontana e di fronte il secondo ingresso.
La Certosa di Padula si differenzia da tutte le altre certose europee per la grandiosità degli spazi e per il numero elevato degli ambienti: lo spazio comprensivo di giardini, orto e monastero supera infatti i 250.000 mq.
Poco più della metà è costruito in un articolato sistema di corridoi, gallerie, corti interne e stanze.
Grande quantità e qualità di decori, fontane e colonne, di pietra locale, che si differenziano l’una dall’altra, anche per piccoli dettagli.
Questo sistema articolato si può intuire dalla cartina, ma solo al suo interno si può capire come passando da un luogo all’altro possano cambiare sensazioni e atmosfere.
Il complesso è il risultato di un continuo aggiungere e sovrapporre di edifici e parti.
L’intero costruito si presenta come eccezionale.
Ogni cortile può presentarsi a sé, la chiesa è uno splendo esempio di architettura in stile gotico, ad una sola navata. Il coro in legno sicuramente cattura l’attenzione di chi visita la certosa, anche se io personalmente ho apprezzato di più gli esterni.
Due elementi non sono assolutamente da sottovalutare: il chiostro nella parte finale della Certosa, il più grande d’Europa (12.000mq) da cui si può godere un panorama magnifico della città di Padula e delle montagne. Passeggiare al suoi interno è veramente rilassante, soprattutto la mattina presto, quando non ci sono turisti e c’è quell’arietta frizzantina che in estate fa così piacere.
Uni spazio che potrebbe accogliere grandi manifestazioni, e il porticato che lo circonda è così largo che puoi correre, saltare, rotolare,….
Tutto attorno si sviluppano le celle dei monaci, che mostrano bene la ricchezza di questo luogo, che, come ci si aspetta dai monasteri di allora, era una cittadella a sé. Non erano celle erano trilocali molto ampi e ognuno aveva il suo giardino. Potevi inciampare anche in piccole mostre e in uccelli morti ( che io mi domando: perché??).
Il secondo elemento, in cui ti puoi perdere nel gioco di forme e di viste, è la scala elicoidale, su due rape, che collega la parte del chiostro alla parte superiore, in cui c’erano le stanze in cui è stato ospitato l’imperatore Carlo V e per cui è stata cucinata una frittata di 1000 uova. Ogni anno a Padula si rievoca il momento e si ricucina la frittata gigantesca, se non ricordo male l’evento è ad Agosto.
Altra parte interessante è quella delle cucine. Gigantesche, soprattutto la cappa sopra ai forni e fornelli. Mi chiedo se i tre angeli fossero lì anche allora…?
Vi è anche una grande ricchezza di fontane e fontanelle, nei cortili, abbellite da statue o semplici e geometriche.
PS devo finire di mettere le foto. Sorry