lunedì, 28 aprile 2008, ore 19:38




Quando in un compito ho le righe contate e le domande sono generiche fino all'inverosimile mi sembra sempre di scrivere il nulla.

PEr accentuare la mia modesta presenza in questo Blog ( ;__________; ) parto.
Vado in Sicilia.
Spero di portare il Sole al mio ritorno, in questa Milano che ancora di primavera non ne vuole sapere.

....

Narese
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lunedì, 28 aprile 2008, ore 10:24




Oggi esame di Restauro

Che Dio me la mandi buona

-___-;;



Quello di statica si è fatto vivo finalmente.
Ammessa all'esame, quindi a Luglio ho 5 esami
...
Che Dio me la mandi buona



Narese
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sabato, 26 aprile 2008, ore 21:40




Il 25 Aprile, la data del mio compleanno, è sempre stata una data un pò sfortunata.
Spesso in passato mi è capitato di non poter festeggiare: festa, quindi gli amici andavano via; ponte, quindi gli amici andavano via; quelli che avevano fatto il compleanno nei giorni precedenti ne approfittavano per organizzare i loro; ...
Sempre una serie di cose che mi portava a non festeggiare o a festeggiare con pochissime persone (l'anno scorso sono uscita con 4 amici e a mezzanotte avevo offerto 4 muffin al cioccolato da McDonals, questo è stato il mio compleanno). Quest'anno pensavo di non fare nulla: ponte.
Tutti partono.
Però alla fine convinta un pò da un mio compagno di università che mi ha tirata in mezzo mi sono decisa ad organizzare nel giro di 4 giorni una festa: una cosa semplice, bere qualcosa con degli amici.
Lunedì ho mandato sms a tutti e ho detto che avrei fatto una festa semplice, in cui la politica era "più gente c'è, più sono felice".
Martedì dovevo decidere il posto. Dramma. e ora?
Il locale (Skipintro, via Donatello, zona Piola) disponeva di un open space al piano superiore con i divanetti e i pouff. Il locale mi piaceva molto e ho scelto quello, nonostante la difficoltà del parcheggio.
Mercoledì mi sono trovata a dover prenotare. Molti ancora non avevano dato risposta, ma poichè volevo stare larga ho detto che saremmo stati sulla trentina (ho abbondato).
Giovedì mi sono effettivamente trovata a dover recuperare una torta per 30 persone. Nessuno me la faceva. Alla fine ne ho prese tre.
Venerdì sera ci siamo ritrovati in più di 40, invadendo più della metà dell'open space.
(la gente non voleva crederci che saremmo stati 30, figurati più di 40...)
Ero al settimo cielo.
Mai avrei pensato che tutti sarebbero venuti (c'è anche chi ha rinunciato a partire). Ero felicissima, continuavo a dire grazie a tutti. Mi hanno fatto dei regali bellissimi e che non mi aspettavo. Una serata magnifica che ricorderò sempre.

Grazie

=^.^=

Solo una cosa ha stonato, ma alla fine è stato meglio così!







Narese
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martedì, 22 aprile 2008, ore 17:45






Il razionalismo lariano mi fa schifo







Narese
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giovedì, 17 aprile 2008, ore 20:04





Ci sono giorni in cui vorrei solo dormire

Ci sono giorni in cui vorrei stare sdraiata tutto il tempo ad osservare e ascoltare

Ci sono giorni in cui vorrei solo silenzio e altri in cui sento la necessità del caos assoluto

Ci sono giorni in cui vorrei viaggiare e altri in cui vorrei rinchiudermi

Ci sono giorni in cui sono socievole

Ci sono giorni in cui sono incazzata, poi felice, poi incazzata

Giorni, giorni, giorno, ...

Ma se tutto questo lo vivi in una sola giornata c'è qualcosa che non va?




Narese
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mercoledì, 16 aprile 2008, ore 19:37




Si è aperto il Salone del Mobile

Non mancate!!!!









Narese
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martedì, 15 aprile 2008, ore 19:53



Il primo volume narra dell'infanzia della piccola Marjane, ed è ambientato in Iran. L'autrice cresce in una famiglia dagli ideali progressisti; sin da piccola divora molti libri, appassionandosi tra l'altro alla storia di Che Guevara, proprio mentre il trono dell'ultimo scià della dinastia Pahlavita vacilla. Marjane (imparentata alla lontana con l'ultimo scià della dinastia Qajar, spodestata dai Pahlavi) cresce ispirata dai racconti dei prigionieri politici, come suo nonno e suo zio, e dalla madre, che cerca di educarla secondo gli ideali di un moderato femminismo, almeno finché la politica repressiva della Rivoluzione non renderà rischiose anche le pacifiche proteste di piazza.

Marjane inizialmente frequenta una scuola mista bilingue, dove impara anche il francese; con l'avvento del regime teocratico le scuole straniere vengono chiuse e le classi miste abolite, in favore della separazione fra i sessi. Poco dopo, verrà anche reintrodotto l'obbligo per le donne di indossare in pubblico il chador, o in alternativa un ampio fazzoletto scuro che copra i capelli (hijab). Marjane e le compagne di classe mostrano una certa insofferenza verso questo nuovo obbligo.

Nel frattempo, le pressioni ed il controllo sulla vita privata da parte del nuovo regime aumentano: la madre di Marjane inizia a portarla con sé in piazza, per protestare assieme ad altre donne contro le restrizioni che il governo islamico cerca di imporre loro. Scopriranno però che i Pasdaran non sono meno feroci del vecchio esercito dello scià, quando si tratta di reprimere le manifestazioni avverse al regime. I genitori di Marjane decidono così di partire assieme alla figlia, lasciando per qualche tempo l'Iran e concedendosi una lunga vacanza in Spagna ed in Italia. Proprio mentre si trovano in Europa scoppia la guerra tra Iraq ed Iran. Tornata in patria, Marjane vive con molto patriottismo l'evolversi del conflitto (paragonerà in un tema l'aggressione di Saddam Hussein all'invasione araba subita dalla Persia secoli prima), pur non condividendo la propaganda con cui il regime degli ayatollah cerca di inculcare, nelle menti di bambini e ragazzi, gli ideali di sacrificio e martirio in nome della Patria.

Il regime esce rafforzato dalla guerra, almeno nell'immagine della popolazione, grazie anche alla propaganda di cui sopra, di cui la scuola continua ad essere un importante veicolo. Marjane si scontra più volte con le sue insegnanti, zelanti figlie della Rivoluzione, attente a proibire alle loro allieve di truccarsi o indossare gioielli. Marjane ha sempre la risposta pronta e questo, benché li renda anche orgogliosi, preoccupa i suoi genitori, i quali spingono la figlia a trasferirsi in Europa, in Austria, lontana dal regime.

- Wikipedia -


Ottimo lavoro. Particolare nello stile e nei contenuti. Avevo notato il volume di Persepolis nella mia biblioteca ben prima dell'uscita del film, ma devo confessare che è stato questo a mettermi curiosità nel andare a leggere il fumetto (il film non l'ho ancora visto). E devo dire che sono contenta di averlo fatto. Marjane Satrapi è stata molto abile a narrare con ironia e semplicità la sua storia e a far conoscere, anche se in parte, un mondo per noi sconosciuto e che difficilmente si accetta. La lettura di questo volume sarebbe buona per chiunque dagli adulti, che dovrebbero superare la loro allergia per i fumetti, agli adolescenti, che dovrebbero superare la loro allergia per gli argomenti seri.
Mentre leggevo e alla fine mi sono ritrovata a pensare a tutti gli studenti arabi che ci sono in Uni. Alcuni di loro raccontano che in fondo sono scappati dai loro paesi. La cosa è un pò triste.
Persepolis mostra un progressivo imbruttimento della società e come da un momento all'altro le cose possano cambiare totalmente. Di certo si capisce che l'infanzia dell'autrice non deve esser stata per nulla semplice, soprattutto vista l'indole e le idee dei suoi genitori. Troppo occidentale per il suo paese. La fuga è la sola soluzione.
Ora sono curiosa di leggere l'altro volume. ^O^

Narese
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giovedì, 10 aprile 2008, ore 21:01




Oooooooh!!
Finalmente!!!!!

Un pochetto di meritato riposo.
Stavo impazzendo in questi giorni a destreggiarmi tra le leggi, normative, delibere regionali in materia di Disabilità!
Bastaaaaaaaa!!!!!

Oggi consegna ed è andata più che bene!!!
A
Very Happy!!
^.^
Ne so qualcosa in più su questo argomento e devo dire che è interessantissimo.
Mi piace il corso. Siamo pochi, ma buoni, e anche i prof alla fine sono alla mano (per ora).
La fase di ricerca è finita e ora inizia la fase di progetto.
Dobbiamo fare un ultimo lavoro, ma credo sarà una passeggiata.
La classe mi ha odiata per un momento, ma alla fine è meglio per tutti così.
Uno dei professori ci ha proposto come lavoro per giovedì prossimo di approfondire uno dei casi studio da noi portati (edifici sanittari che spaziano dalle Residenze Socio Assistenziali alle Comunità Socio Sanitarie, attraversando vari aspetti delle applicazioni delle normative), il professore di cattedra stava affermando che il lavoro poteva essere inutile e ci voleva qualcosa in più. Sono stata l'unica ad aver avuto le palle di interromperlo e dirgli che il lavoro così com'era andava bene ed era più che utile.
Gli altri hanno pensato che fossi matta, ma:
A- la proposta della prof volenti o nolenti sarebbe stata accolta
B- se non intervenivo avremmo avuto lavoro aggiuntivo, che a nessuno avrebbe fatto comodo.
Ora invece abbiamo semplicemente da mettere su PowerPoint qualcosa che già abbiamo e già conosciamo, senza doverci sbattere a cercare altro.
E poi nessuno di noi ha veramente capito cosa diavolo sia un CSS. Sì, ok. A livello normativo sì, ma esempi concreti non ne abbiamo. Quindi lo scambio, che cmq sarebbe avvenuto tra lotte e morsi, di informazioni tra di noi penso sia un'ottima cosa.
Almeno, per me è comodo, mi risparmio un mucchio di tempo!

XD

Per il progetto abbiamo libertà di scelta sul luogo, limitati solo dal fatto che non si devono assomigliare per nulla i climi e gli ambienti scelti dai gruppi, e sinceramente abbiamo pensato che la Sicilia potesse essere una buona soluzione :D. Quindi, potrei trovarmi a progettare nella mia bella isoletta.
Vedremo, vedremo, perchè c'è in ballo anche un'altro progetto con un ospedale.

Narese
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domenica, 06 aprile 2008, ore 19:26




Ci sono giorni che sei felice e spensierata perchè ti è capitato qualcosa di bello.
Ma, c'è sempre un ma, alla fine arriva qualcosa a guastare questa bella sensazione.
Ecco quel qualcosa per me oggi è il sito del Portale della Regione Lombardia.
Sto sclerando da tre ore per cercare un Bollettino Ordinario, tra pagine che non si caricano e altro.
Grrrr


PS 4 ore per trovare una delibera, che non ho neanche trovato alla fine sul sito.
Un lavoro del cavolo
.....



Narese
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sabato, 05 aprile 2008, ore 15:03



Due uomini e due donne, professionisti di successo e amici di vecchia data, partono da Milano un venerdì pomeriggio insieme a un agente immobiliare, per visitare in Italia centrale alcune case di campagna che vogliono comprare e ristrutturare. Ma quando sono quasi arrivati a destinazione si perdono in una zona isolata di colline boscose, e la macchina su cui viaggiano finisce in un fosso. A peggiorare le cose, i loro telefoni cellulari non hanno copertura, sta calando la notte e comincia a piovere. Dopo avere vagato al buio con crescente angoscia, i cinque scorgono le luci di una casa abitata. Qui vengono accolti e rifocillati, ma i loro ospiti sono i superstiti di una comunità autosufficiente che ha tagliato ogni legame con il mondo. Poi gli amici fanno una seconda scoperta sconcertante: la casa in cui si trovano fa parte del nucleo rustico che volevano comprare, e che è stato occupato abusivamente dagli attuali abitanti. Il conflitto che nasce inevitabilmente tra i due gruppi si accentua il giorno dopo, quando una serie di incidenti impedisce ai cittadini di andarsene. La breve convivenza forzata di persone tanto diverse ha l’effetto di incrinare legami, demolire sicurezze, mettere in discussione ogni scelta e convinzione personale, in un crescendo di tensione a cui nessuno riesce più a sottrarsi.


Il libro di DeCarlo, si concentra su una tematica che io ho già trovato in uno dei suoi libri: lo scontro tra il moderno e la società occidentale e le comunità di persone che vogliono vivere in modo naturale e fuori dal mondo. Come in Uto, anche in Giro di Vento, vediamo la descrizione di questa lotta che sottolinea la forza e le grandi debolezze di queste due fazioni.
Il libro si legge con facilità e velocemente, anche se il punto di vista cambia ad ogni capitolo passando a turno per tutti e 5 i protagonisti della vicenda.
La frammentazione degli atteggiamenti, delle parole, gli scatti istintivi e i comportamenti calcolati portano alla successione di avvenimenti e pensieri che conquistano l'attenzione e ti portano a continuare la lettura. Difficile non riconoscersi in uno (o in parte) dei personaggi, ritrovare pensieri o sensazioni. Proprio la diversità profonda che esiste porta alla discordia. Una cosa che mi è mancata è stato però il background dei personaggi secondari. Sarei stata curiosa di conoscere le loro storie e il perchè di questo loro rifiuto verso la società. Ma forse è questo velo di mistero che porta a non comprendere e quasi a rifiutare tali comportamenti e posizioni.

Non mi sento di consigliarlo a tutti, ma solo a chi è curioso e a chi conosce l'autore. Il suo stile e i suoi personaggi possono infastidire alcuni, interessare altri.





Narese
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martedì, 01 aprile 2008, ore 18:41





E' ufficiale!!!
MILANO ha l'EXPO 2015

^O^




Narese
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