sabato, 23 agosto 2008, ore 22:30


Potrò scrivere??
Mi lascerà far ciò?
Sembra di sì....

Domani parto. Sparisco per un pò. Torno alla mia Sicilia. Una roba e l'altra e non sono riuscita a fare ciò che avevo deciso di fare.

Ultima oggi.

Ieri passo da un negozio del centro perchè volevo fare un biglietto di auguri personalizzato e sapevo che da catalogo loro lo fanno.
Mi faccio spiegare come e mi dicono che devo impaginare io la copertina e poi loro stampano come una foto normale.
Ok!
Passo la mattina ad impaginare il faccino del mio bimbo, a scrivere gli auguri, faccio più versioni e salvo.
Soddisfatta mi diriggo in Duomo. Entro. E chiedo di poter far il biglietto d'auguri. La prima commessa mi guarda stranita e io le indico il catalogo.
Le dò il formato che mi aveva detto il giorno prima l'altra commessa e appena vede la foto e il mio impaginato si blocca.
"Noi non facciamo questo!"
Come?
Ma sono passata ieri e...
La giovane chiede aiuto all'anziana.
Le spiego il tutto, dicendole che da una parte voglio la foto impaginata e all'interno il messaggio di auguri.
"Noi non facciamo questo lavoro!"
Oh Cielo!Mi fa capire la situazione. Loro stampano biglietti d'auguri sì, ma con il loro formato, con le loro cornici e dentro sono bianchi.
Ok posso sconvolgere la mia idea di partenza.
Le spiego che invece che mettere quelle (orribili) cornici poteva stampare l'immagine che le avevo presentato a pagina piena, come fosse una foto normale, e avremmo risolto il problema.
"Ah, sì così si può fare..ma..."
Cosa?
"...ne devi fare 10!"
What??
"10 per 14.90(€)"
Ma io ne voglio uno...
"Anche uno è 14.90!"
La commessa provava compassione. Io ero irritata.
Le chiedo cmq di fare una prova di stampa su carta da foto formato 13X18. Stavo già elaborando un'altro modo per fare questo benedetto biglietto.
Poi illuminazione divina della commessa e mi dice che potremmo fare una prova anche sulla carta opaca degli album.
Ok, buona idea. Fammi 'ste due prove.
"Ci vorrà 1oretta"
Studiando già un'altro modo per quel benedetto biglietto decido di andare alla ricerca del cartoncino bianco e della busta. Nessun negozio vende cartoncini sfusi. Assurdo. (Ho desiderato le copisterie e i negozi del Poli).
Poi alla Mondadoti trovo dei cartoncini piegabili formato biglietto d'auguri.
Sarebbe l'ideale, però lo vendono a confezioni da 5 a 2.50€ e le buste idem.
No!
Ne voglio 1!!
Vado alle Messaggerie. La storia è uguale e il formato è anomalo. No, così non va!
Torno al negozio dopo un'ora e mi presenta il lavoro. Ok, sono utilizzabili. Richiedo entrambi i formati per l'altro biglietto che avevo fatto e per il messaggio di auguri.
Un'altra ora.
Avevo i nervi a fior di pelle. Incazzata!!
Continuo a vagare. Chiunque mi abbia guardato avrà pensato "che faccia da stronza!".
Troppo contrariata da tutto per fingere un'altra espressione!
Alla fine ritiro 6 stampe e prendo due cartoncini da biglietto, miracolosamente trovati alla Ricordi, sfusi, e una busta.
Ero uscita alle 3 circa...sono rientrata alle 7....
Ero esausta ed evidentemente fuori.
Ho fatto delle prove e alla fine sono arrivata a due soluzioni per il biglietto.
Unire il biglietto in bianco e nero, 13X18, con la stampa nello stesso formato degli auguri, e applicare sul cartoncino la foto a colori fuori e all'interno la stampa degli auguri, entrambe di formato minore rispetto al precedente.
Quelle più grandi erano su carta lucida e l'effetto cartoncino plastificato e il richiamo della scala di grigi della foto e del grigio chiaro degli auguri ben si adattava, mentre la stampa più piccola del B&N sul cartoncino da biglietto normale moriva miseramente, anche perchè la carta delle stampe minori è opaca, mentre quella a colori risaltava meravigliosamente.
Sono soddisfatta della soluzione finale.
Ora mentre sono via mio fratello farà plastificare i due biglietti e poi decidiamo quale usare.
(Mi affido al tuo sento critico!!!!!soprattutto nelle foto opache. Sono quelle per cui temo la plastificazione. Quelle lucide già hanno questo effetto).

Che stress!!!
Mi ci vuole una tazza di Thè!!!!

E devo preparare la valigia!!!

Buone vacanze a chi parte come me
Buon rientro a chi invece sta tornando
Buon proseguimento di tutto a chi non si muove





Narese
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sabato, 23 agosto 2008, ore 10:50


Allora illustriamo tutto ciò che capita al mio computer quando tento di scrivere sul blog usando Linux/Kubuntu

Caso I


FireFox 3.01

la schermata appare in tutto e per tutto identica a quella di FireFox su Windows (ovvio) con l'unica differenza che appena tenti di scrivere nell'editor, pochi secondi e lui si chiude completamente, mostrandoti l'infinito blu del desktop che ho in questo momento....e io devo ravviare la sessione precedente o quella nuova.
Capita che per un qualche miracolo si riesca a scrivere una volta su 500 (spesso mi dimentico del problema e per forza di abitudine mi metto a scrivere).


Caso II - Caso III











Konqueror ed Opera

Molto semplice e banale, non si vede la barra degli strumenti.........
























Tutto qui.
Banale banale.

Ovviamente ora scrivo da Windows

Narese
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venerdì, 22 agosto 2008, ore 18:42



Che mal di schienaaaaaa!!!
In questi giorni dormo veramente male!!!
Uff!!!

Domenica parto e per tre settimane non mi avrete tra le scatole!!

Siete fortnati!

PS
a questo giro riesco a postare usando Linux
Qualcuno mi spiega perchè va e non va??
Cold, invoco una tua risposta!!!

Consiglio culinario:

I

prendete lo yogurt di soia al naturale (o anche quello di latte). Aggiungete zucchero in base al vostro gusto e un amaretto sbricciolato.
It's Wonderful!!!

II

Prendete un panetto di tofu e tagliatelo a cubetti e conditelo con salsa di soia, zucchero e wasabi!
Meraviglioso!

III

Per fare la pastella per i fior di zucca mescolate 100ml di acqua (meglio frizzante), teoricamente 100ml di birra (io sono andata ad occhio e di certo ne ho messa di più, quando la mettevo faceva la sciuma ed è buon segno), 100g di farina e 100g di fecola (io non l'avevo quindi ho messo poco più di 50g di amido).
Mescolate tutto, se vengono grumi usate il frullatore ad immersione.
La pastella non deve essere troppo liquida, ma neppure pastosa.
Acqua e birra devono essere da frigo o da frizer (ma non ghiaccio!).
Scaldate l'olio (di semi) in un pentolino antiaderente.
L'olio deve essere tanto tanto, quindi regolatevi (come quando si fanno le frittelle, anche la pastella si deve gonfiare).
Intingete i fiori e lasciateli per un paio di minuti, belli coperti che quasi non capite dove siano finiti!
Quando l'olio è bello caldo buttate dentro i fiori (non tutti insieme almeno che voi non ne abbiate solo 3), facendo attenzione a non sbrodolare la pastella ovunque.
Friggete e tirateli fuori quando sentite che sono belli duri e danno la sensazione di croccante,
Poneteli su della carta assorbente da cucina per eliminare l'olio in eccesso e per farli raffreddare.
Se la pastella tende al bianco è buona. Se tende al marroncino, c'è troppa farina (dopo tre ore di frittura sono giunta a questa conclusione).
La pastella deve essere sempre fredda (ma veramente fredda, quindi se la fate riposare qualche minuto in frizer non è male).
Consiglio di mettere dei cubetti di ghiaccio dentro (la pastella) mentre friggete. Ovviamente questi si scioglieranno rendendo tutto più liquido, allora con un cucchiaino aggiungete la farina, quanto basta per ottenere la pastella normale.
Prima di friggere tutto, se è la prima volta che lo fate. Friggetene un paio e assaggiate, anche per regolarvi con i tempi.
Io ci mettevo più di 5 minuti per quelli più grossi.

Le frittelle ve le racconto un'altra volta.

Narese
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mercoledì, 20 agosto 2008, ore 22:45



Macchè! E' una croce. Per scrivere sul blog devo per forza usare Windows. Epoichè lo uso poco, scrivo anche poco. Mi viene voglia di scrivere e non posso. E' un peccato.
Spero che si risolva presto tutto ciò.
Prima di partire, scriverò un altro post su Maiorca (che splendore!!!).


Buona notte


Narese
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lunedì, 18 agosto 2008, ore 23:04


Non ho capito! Su un blog posto e sull'altro vado in crash??
Ora però non sta andando!
Speriamo duri!!!!

Buona notte!!!!





Narese
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giovedì, 14 agosto 2008, ore 16:55


Il viaggio continua.

Lasciata finalmente Palma (ce la siamo fatta da capo a capo andata e ritorno e non sarà l'unica volta) ci avviamo verso casa. Verso Buger, paesino di poche anime vicino ad Inca.  Quando chiesi il motivo di tale scelta alla mia compagna (io mi sono aggregata in ritardo), mi rispose che trovare una casa per 8 persone era già dura, a prezzi accettabili peggio e poi stando in un paesino, nell'entroterra, saremmo stati costretti a girare. Inoltre, era vicino all'unico tratto autostradale dell'intera isola, che va da Palma ad Alcudia. Nulla da criticare, anzi, ottima scelta.
La casa si trova esattamente al centro del paese, dove c'è il comune. Scarichiamo le macchine e salutiamo Eva, la signora che ci ha affittato la casa (che credevamo la proprietaria, in realtà è solo l'intermediaria). La casa è grande, vecchia, nelle camere e nei salotti (tipico uso spagnolo, che c'è anche in sicilia, occupare mq per inutili salotti in stile) un arredo molto nonna, la cucina e un bagno nuovo e moderno.


La casa contava 5 camere da letto, due bagni (uno minuscolo, uno gigantesco che ce ne stavano due), una cucina, una taverna, un ingresso, due salotti e un pozzo. Sì, avevamo il pozzo in cucina!
Arrivati abbiamo pulito tutto. La casa non veniva usata da molto tempo di certo. Poi, abbiamo cercato un minimarket, ma non c'era. C'era solo una piccola drogheria (con tanto di signora che faceva i conti a mano, cosa che io non vedevoda quando avevo 5 anni penso), in cui abbiamo comprato il minimo per la cena e la colazione dell'indomani, ma la metà della roba era scaduta....la spesa è meglio farla nei grossi centri.
Io e le mie due compagne dormivamo all'ultimo piano, nel sottotetto. Una stanza larghissima con divano letto e tapirulan, e una più piccola con letto a una piazza e mezza stile nonna e culla. Io ho dormito lì per il resto della vacanza. La mia compagna sì è trasferita nella stanza al piano terra perchè senza doghe moriva. Forse è stato meglio così, lei tiene l'aria condizionata accesa 24ore su 24. Io non la sopporto!
Ho invidiato quella stanza. La ragazza che l'ha occupata (c'erano tende rosa, cassettiere coperte di strass..inoltre, l'abbiamo anche conosciuta, ma questa è un'altra storia) doveva essere proprio fortunata ad avere tutto quello spazio per sè. L'ho invidiata un pò meno dopo il primo giorno.
Farsi due rampe di scale con alzata 25cm per ogni gradino (e un pò di più per gli ultimi) con le gambe doloranti non è stato facile. Perchè le gambe doloranti??
Il primo giorno decidiamo di non andare troppo lontani e di esplorare la parte nord dell'isola con la penisola di Formentor.
Andateci!
La cala migliore? Cala Figuera, accessibile solo a piedi o in barca. La strada è lunga e con tante curve (ma non ai livelli di Sa Calobra, che vi narrerò). A Formentor si comincia ad essere in montagna, quindi potete capire.
Tappa obligata è stata Alcudia per trovare gli ombrelloni e un supermarket dove prendere da bere e da mangiare. Ci ha colpito il centro,all'interno delle mura, che per nostra sfortuna abbiamo visto solo da fuori, ma credo valesse una passeggiata la sera.
Parcheggiamo e vaghiamo un pò. Chiediamo indicazioni e qui troviamo il vecchietto che ci parla in mallorquin e non capiamo nulla...vediamo le persone con i sacchetti ma non capiamo subito da dove vengano. Poi, illuminazione divina (mia) e ci dirigiamo verso il supermarket, incontrando anche un negozio dove vendono gli ombrelloni (piccoli, leggeri, economici). Ne prendiamo due, forse sarebbe stato meglio tre visto quanti eravamo. Mavabeh! Anadata! 8€ cad. Poco dopo ci imbattiamo nel supermarket. Acqua, frutta (delle buonissime prugne gialle) e pane e affettati. Crudo e cotto. Non ci sono molte alterntive.
Ok. Ora siamo pronti per Cala Figuera.
Ka di testa la mia, io il tom-tom, KeyGuide in mano.
La strada è unica, indicazioni non ci sono se non quella per Cap Formentor, che è la meta finale. Per trovare le calette desiderate dovete guardare i cartelli di legno. Appaiono all'improvviso all'inizio dei sentieri. Per Cala Figuera ci sono due ingressi. Scegliete quello che preferite. Al secondo c'è anche il parcheggio. Se siete fortunati la mettete fuori, all'ombra dei pini, se no dentro sullo sterrato al sole. Attenti al sotto delle macchine. Raccogliamo tutte le nostre borse, ciabatte ai piedi, ci incamminiamo. Ci siamo noi e altre due macchine. Infatti quando arriviamo giù è praticamente vuota la spiaggia. Panorama mozzafiato dall'alto, qualcosa di incredibile. E giù è bellissimo, se riuscite ad arrivare giù. Molti rinunciano. Guardano il panorama e poi scappano. Se invece, siete audaci scendete, se siete inteligenti tenete un paio di scarpe chiuse, basse e non lisce nella vostra borsa (o macchina). Tornando a noi: ciabatte ai piedi cominciamo la discesa in mezzo ai sassi e alle piante, pian piano diviene sempre più ripida e difficile, le infradito sono l'inferno. Faccio fatica, non abituata; la mia compagna di Bergamo mi spiega come fare per non ammazzarmi. Quelli che fanno vacanze in montagna si notano. Io sono donna di pianura, massimo collina.
Trenta minuti di camminata in discesa sotto il sole, che già cominciava a picchiare (colazione abbondante, un calo di zuccheri è sconsigliato, anche perchè qui il cibo e l'acqua ve la dovete portare). Soste per foto e per ammirare il panorama, bellissimo, e desiderio sempre più forte di avere le scarpe da tennis. Ma dopo la fatica, la ricompensa. Una spiaggia di sassi bianchi, un mare trasparente e cristallino, un insenatura suggestiva. Benvenuti a Cala Figuera!



Piccolina e accogliente, cosa volete di più dalla vita. Ci spogliamo, ci cospargiamo di creme solari. Andiamo subito a fare il bagno!!! L'acqua splendida, salata più del normale e quindi aiuta a rimanere a galla anche dove è profondo. Fresca e piena di pesci. Grazie al cielo la mia compagna di Bergamo aveva portato la maschera, che abbiamo sfruttato tutti nel corso della vacanza. C'erano delle barche, ma non davano fastidio. C'era poca gente, ne è arrivata di più nel pomeriggio, quando noi abbiamo  deciso di andarcene. Anche dal basso il panorama delle scogliere era suggestivo e poi tanta bellezza e natura selvaggia il primo giorni ti fa sentire in un paradiso. Il sole dopo mezzogiorno picchia, e anche tanto. Mangiamo sotto gli ombrelloni, ricercando l'ombra, ben presto non è sufficiente. Dobbiamo andarcene, ma fare quella strada con quel sole (e quel cielo senza una nuvola) era impensabile. Ci rifugiamo sotto le roccie vicino all'acqua, lì si sta bene. Comincia ad arrivare tanta gente. Prendiamo coraggio e raccogliamo le nostre cose. Pare ci sia un'altra strada più pianeggiante, ma non si sa bene dove porti. Io e altri due decidiamo di fare la strada dell'andata (le mie scarpe da tennis, please!!!!!). Gli altri prendono la nuova strada. Arriveranno su 40 minuti dopo di noi. La strada era sì pianeggiante, ma più lunga e portava all'interno di una proprietà privata totalmente recintata con rete e filo. Per fortuna hanno trovato un cancello chiuso, ma senza il filo spinato e lo hanno scavalcato. Riunito il gruppo ripartiamo per Cap de Formentor. Altro panorama!


Tra Polenca e Cap de Formentor ci sono 20Km di curve  e salite. Noi per arrivare a Cala Figuera avavamo fatto 3/4 del tragitto. Ultimo sforzo quindi fino al faro, alla punta di Maiorca.
Lungo la strada, se non siete troppo concentrati a guidare, potete ammirare il paesaggio brullo e roccioso (mi ha ricordato la zona di Ragusa e Siracusa), e fermarvi nei punti panoramici segnalati da un cartello blu con sopra il profilo di una macchina fotografiche d'epoca. Ma il miglior punto è sicuramente al faro, dove troverete le terrazze, la caffetteria e i bagni. E' meglio arrivare qui o la mattina presto o il pomeriggio sul tardi perchè il parcheggio è poco.
Ci siamo distratti e rilassati per un'oretta (i prezzi della caffetteria sono abbastanza alti, ma non c'è altra struttura, nè forma di vita, se non le capre e i turisti, nè via all'infuori di questa) e poi nuovamente giù!!!!A Cala Clara (Cala Sant Vincenc).



Qui abbiamo trovato una spiaggia di sabbia a grani grossi.
Questo è stato il primo esempio di centro turistico e di cementificazione poco controllata della vacanza.
Cala de Sant Vencenc racchiude in sè 4 piccole calette nascoste all'ombra delle case e degli alberghi, alcuni di questi costruiti proprio sulla riva (e di pessimo gusto). Qui a differenza di Cala Figuera, selvaggia e naturale, siamo immersi in un piccolo centro abitato, con negozi e ristoranti e cemento. Ne ho approfittato subito per cercare un paio di occhiali da sole, abilmente rotti neanche atterrata a Maiorca, una maschera per uno dei ragazzi, abilmente rotta dopo 5 minuti, e delle scarpe chiuse da spiaggia. Sì, le infradito sono state bocciate. Per fortune ne ho trovate un paio (fucxia), comode, resistenti, asciugano subito e la suola rigida e spessa è l'ideale per le scalate e i fondali rocciosi (qualche difficoltà sulla roccia bagnata nelle gallerie, ma questa è un'altra cosa). Se non sapete nuotare portano molte difficoltà, quindi entrate in acqua e poi le lanciate a riva. Se invece non avete problemi tenetele pure, come ho fatto io, facendo attenzione a svuotarle quando riemergete dalle acque. La mia idea, e il ricordo della mattina, hanno convito anche gli altri a prenderle.
L'acqua era molto bella anche qui, più tranquilla e affollata. C'era anche il pedalò e l'acqua diventa profonda solo dopo un pò, per questo vi erano molte famiglie con bimbi. Abbiamo fatto un altro bagno e poi abbiamo giocato un pò a palla (comprata da me mentre cercavo gli occhiali). Fatte fuori le ultime prugne, siamo tornati alle macchine e via verso Alcudia, verso la spesa!
Non si spende molto, poi, ovviamente dipende da ciò che mangiate. Noi facevamo colazione con biscotti, succhi di frutta, caffè, nutella e un goccio di latte. A pranzo panini. A cena pasta con sugo, insalatone miste, affettati, tonno e pane. Più alcolici, succhi e cocacola per le serate casalinghe. Bonus patatine, gallette malorchine (mia scoperta, e consigliatissime. Un incrocio tra grissini e taralli. Ne facevamo fuori un pacco al giorno prima di cena). Il pane è buono, sopratutto se appena sfornato. State alla larga dalle brioche sia del super sia dei bar. Il caffè....meglio se potete prepararlo in casa. Io non ne bevo, ma già l'aspetto mi faceva capire che era un insulto all'espresso italiano (ricordiamoci che l'isola è invasa da anglosassoni, quindi i gusti sono deviati rispetto ai nostri).

Narese
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giovedì, 14 agosto 2008, ore 14:51


In questi Giorni ho visto alcuni film.

Chicago

Velma Kelly è una star dei nightclub, la cui celebrità aumenta dopo il suo arresto: ha infatti ucciso suo marito e sua sorella dopo aver scoperto una relazione tra i due. Roxie Hart non è famosa e sogna di diventare una celebre cantante. Quando spara al suo amante, che le aveva mentito riguardo alla possibilità di farla entrare nel mondo dello spettacolo, viene mandata in carcere. Lì incontra Velma Kelly. Per paura della pena di morte, Roxie assume Billy Flynn, il miglior avvocato di Chicago, che le promette di trasformare il suo caso in uno spettacolo e di farla prosciogliere. Flynn e Roxie manipolano la stampa e l'opinione pubblica e Roxie diventa famosa. Quando Billy riconosce il potenziale di Roxie, Roxie e Velma si scontrano per la popolarità.

- Wikipedia -

Il film è "spettacolare" in tutti i sensi. Le canzoni sono molto belle e quasi tutte mi sono piaciute.
L'inizio è spumeggiante, rende l'atmosfera jazz e sregolata. Catherine Zeta-Jones (Velma, inizialmente chiamata per fare Roxie...ma stiamo scherzando???) e Renée Zellweger sono bravissime (incredibile come la Zellweger riesca a dimagrire e ingrassare in questo modo...è l'attrice del Diario di Bridget Jones). Ballano e cantano benissimo e i ruoli a loro assegnati sono proprio azzeccati! Anche Richard Gere è azzeccatissimo, ma si sa essere un bravo attore.
Anche i personaggi in sè sono affascinanti e dinamici. Io non mi aspettavo questo tipo di storia. Pensavo fosse tutta incentrata sul mondo dello spettacolo e stop, non che ci fosse il carcere e tutto il resto. Quindi già questo mi ha stupita. Ma la cosa che più mi ha stupita sono le musiche e la creatività delle coreografie. Ironiche, ciniche, coinvolgenti. All that Jazz dà subito la carica, Funny Honey è divertente quando Roxie capisce che forse quell'uomo "che solo dio sa se è inteligente", un pò inteligente è! Il tango è il pezzo che più ho apprezzato per la musica e sarei curiosa di conoscere la storia dell'unica probabile innocente di tutto il film. Come coreografia imbattibile il balletto dei burattini! Rende benisssimo. Poi ho ammirato tantissimo come personaggio quello della giornalista/cronista.
Che dire! Guardatelo, non solo per gli attori, ma anche per la storia e la direzione in sè.

"Grazie..Grazie! Non saremmo qui senza di voi!"

Potrebbero esserci dei punti in comune anche con la realtà odierna..mmm...Tutto il mondo è paese.





Colazione da Tiffany

Già parlato. Lo avevo visto qualche mese fa in tv in italiano. L'altra sera l'ho visto in originale! Audrey Hepburn capisco perchè è l'idolo di tante donne, soprattutto per il personaggio di Holly. Ma anche per la sua bellezza, la sua eleganza, e il suo modo di fare. Sempre un piacere vederla!








Il mio vicino Totoro

Hayao Miyazaki ormai è sinonimo di garanzia!

La storia è ambientata nell'hinterland della Tokyo degli anni '50. Le sorelline Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4) si stanno trasferendo col padre da lì a Matsu no Gô, villaggio di campagna. Il trasferimento serve per andare a vivere più vicini alla loro mamma che è ricoverata in ospedale. Inizia così il loro viaggio alla scoperta di un mondo nuovo, ma soprattutto alla scoperta della natura.
Il loro primo incontro è coi makkurokurosuke (nel libro definiti "susuwatari"), spiritelli della fuliggine che occupano le vecchie case abbandonate e che solo i bambini possono vedere (gli stessi spiritelli poi ripresi ne La città incantata).
In seguito Mei, esplorando la sua nuova casa e seguendo delle tracce di ghiande, s'imbatte in due spiritelli, uno piccolissimo dal pelo bianco e uno più grande e azzurro: seguendoli fin dentro il grande albero di canfora che domina sulla zona, incontra Totoro, uno spirito buono dall'aspetto un po' pittoresco: un incrocio tra una talpa, un orso e un topo. È un personaggio che Mei ha già visto in un libro di fiabe, un troll, in giapponese tororu, ma Mei avendo solo 4 anni ne storpia il nome in totoro.

- Wikipedia -

Una bellissima fiaba, come la maggior parte dei lavori di Miyazaki per lo Studio Ghibli. Neppure in questo caso mi aspettavo una storia del genere (devo cominciare a non aspettarmi nulla dai film, vengo sempre "smentita"). Il personaggio di Totoro è affascinante e mi ha divertita moltissimo soprattutto nella scena dell'ombrello! AAAAAH!! Miyazaki riesce sempre a trasmettere benissimo le sensazione e far ritrovare la quotidianità in ogni gesto dei suoi personaggi. Poi. ho notato che gli piaciono le cose fluide. L'acqua o i liquidi in generale sono sempre esagerati, abbondanti, quasi gelatinosi. Lo stile dello Studio mi piace moltissimo. Ma quello che mi piace ancor di più è la fantasia in ogni cosa. Dagli spiritelli o personaggi fantastici, ai personaggi veri e propri. Molta cura dei dettagli, delle espressioni, della caraterizzazione dei luoghi e dei personaggi. Non è necessario costruire scene scoppiettanti, complicate, o altro, anche schiacciare una mosca piò essere coinvolgente.
Sempre un buon lavoro e un ottimo risultato.
Insomma, da vedere!

The Terminal

New York, Stati Uniti. Viktor Navorski (Tom Hanks), è un cittadino di una (immaginaria) nazione dell'Europa dell'est, la Krakozhia. Quando atterra a New York, scopre che nella sua nazione è avvenuto un feroce colpo di stato, proprio mentre si trovava in aereo, diretto verso l'ambita America. Costretto a sostare nell'aeroporto "John Fitzgerald Kennedy", con un passaporto ormai privo di validità, Viktor si vede negato il visto d'entrata per gli Stati Uniti e anche la possibilità di far ritorno a casa, dovendo quindi restare all'interno del terminal dedicato ai voli internazionali, senza possibilità di varcare la frontiera. Con il passare dei mesi, Viktor scoprirà a poco a poco il mondo del terminal, pieno di personaggi originali ed inaspettate manifestazioni di generosità, divertimento e, perfino, romanticismo. Si sviluppa, quindi, la storia di una persona che si adatta a vivere in un non-luogo, che per la maggior parte delle persone è solo un punto di passaggio, imparando l'inglese, facendosi accettare e stringendo delle relazioni con le persone che lavorano nell'aeroporto, fino a trovare anche l'amore per una dolce hostess, Amelia Warren (Catherine Zeta-Jones).

- Wikipedia -

Ma cosa si nasconde nel barattolo di noccioline??

Altro film con Catherine Zeta-Jones, ma epoca diversa, personaggio totalmente diverso. E un caschetto che le dona di più rispetto a quello di Chicago. Ma il protagonista è Viktor. Mi avevano spiegato più o meno la storia, quindi non mi aspettavo molto, eccetto un Happy End che non c'è stato del tutto (benedette anteprime). Ottima la storia: affascinante e preoccupante allo stesso tempo. In questo periodo ho viaggiato un pò e quindi il pensiero di rimanere rinchiusa in un terminal mi farebbe impazzire. Beh, almeno lì posso bere (vedi post precedente su Maiorca). Il film non cade nel banale, anzi è sorprendente e ironico. Credo che lo sceneggiatore debba aver avuto un ritardo mostruoso per un suo aereo per poter immaginare una storia così. (PS no, il film è tratto da una storia vera:
Il film è ispirato alla storia vera del rifugiato iraniano Merhan Nasseri: giunto nel 1988 all'aeroporto di Parigi "Charles de Gaulle", dopo essersi visto rifiutare il visto di ingresso dall'Inghilterra a seguito del furto del suo passaporto, le opportunità offerte dalle autorità francesi furono due: il rimpatrio o la permanenza in Francia. Merhan Nasseri ha vissuto nel "Terminal 1" dell'aeroporto della capitale francese sino ad Agosto 2006. )
Divertente e abbastanza realistico a mio parere il personaggio dell'addetto alla sicurezza.
E' un  film tranquillo che appassiona guardandolo. Geniale anche la parte finale in cui al posto dei soliti nomi degli attori ci sono i loro autografi (si ricollega tutto al film, guardatelo e capirete).
Oltre alla Zeta-Jones torna anche il jazz!
Ideale per una serata sul divano anche se siete senza pop-corn (con sto caldo) e fazzoletti (non credo debbano servire).
Da notare che in questo film c'è molto casino. per citare un pò di cose
- Nessuno capisce che lingua stia parlando Viktor
- Nessuno capisce che lingua parli in russo delle medicine
- La lingua originale parlata da Viktor in alcune parti del film è il Bulgaro.
- Quando Viktor canta l'inno nazionale del suo paese, in realtà sta cantando l'inno albanese.
- L'aeroporto dove è stato girato il film è Mirabel International Airport a Montreal in Canada.
- La patente di guida mostrata da Viktor è in realtà una patente bielorussa rilasciata ad una persona di sesso femminile.

Insomma, un film internazionale!



Narese
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martedì, 12 agosto 2008, ore 16:12


Cominciamo a raccontare qualcosa della mia vacanza a Maiorca (o Mallorca).

Maiorca è la maggiore delle Isole Baleari (con Minorca, Ibiza e Formentera), a sud di Barcellona.
Lingue ufficiali sono il catalano e il castigliano (spagnolo), ma la maggior parte degli abitanti parla il mallorquin, variante locale del catalano (ndr. se già ti perdi con il catalano, figuriamoci con la variante...esperienza diretta con un vecchietto a cui abbiamo chiesto indicazioni...grazie a dio esistono i gesti!!). Tutte le informazioni sono date in entrambe le lingue, difficile trovarle in italiano, meglio in inglese e tedesco. Il francese dipende da come gli gira...
L'isola basa la sua economia sul turismo e, infatti, sono presenti ovunque servizi, hotel, punti informazione (poi se quest'ultimi li trovi è un altro paio di maniche. Hanno la tendenza a nasconderli), ma allo stesso tempo l'entroterra ha saputo mantenere la sua natura originaria e rustica.
La risorsa primaria dell'isola (oltre le capre) è certamente la sua costa. Infatti, oggi Maiorca cura moltissimo il suo aspetto e cerca di evitare e correggere gli errori del passato (cementificazione), che stavano rovinando questo paradiso naturale.
La città principale, nonchè capoluogo delle Baleari, è Palma, fortemente turistica e artistica.
Qui troviamo il centro storico con la sua bellissima cattedrale e gli antichi palazzi, la costa con tutti hotel, appartamenti per turisti e locali, la periferia più residenziale (sempre con una tendenza turistica) e terziaria. Tutto appare nuovo, poche sono le strade che possiamo dire dei quartieri poveri (che poi lo siano non lo so, ma credo di sì).
I centri di maggior interesse si concentrano sulla costa, all'interno ci sono paesini e forse solo tre città grosse: Inca (pelletteria e sede dell'industria Camper), Manacor (ricorda Catania), Artà (non ci sono stata).
Se non prendete una macchina (o moto) perdete l'80% di Maiorca. Quest'isola è da girare ed è limitativo fermrsi in un solo posto. Le distanze non sono esagerate, puoi attraversare l'isola in 1h30min (ovviamente se non sbagli strada o ti perdi). Consiglio di seguire una cartina e l'istinto, le indicazioni possono sparire improvvisamente....
Ultima nota su Maiorca in generis: nord montagne e roccia; sud pianura e sabbia.

Guida Consigliata: KEYGuide. La nostra bibbia, la nostra salvezza.

Atterrata a Maiorca mi accoglie il gigantesco e moderno aeroporto, che conta più voli da e per la Germania che quelli per il resto del mondo. Qui ritiro le mie valige ed esco, mi accoglie il caldo e il sole. Che bellezza! Ora mi manca solo una cosa: cercare un posto tranquillo dove aspettare per le prossime 7ore i miei amici...
Prima mi siedo all'esterno, sotto il portico, all'uscita dell'areoporto, dove ci sono autisti e taxi che aspettano i turisti. Così mi capita di pianificare cosa vedere nella settimana che verrà e sentire signori mallorchini che chiaccherano rumorosamente (almeno non solo tedesco e inglese!!). Però poi mi viene sete  e vago per il piano con la mia valigia da 13Kg e il bagaglio a mano. Nulla. Il bar è momentaneamente chiuso e io sono circondata da stand delle compagnie turistiche, dei noleggi, dell'ufficio informazioni dell'aeroporto (con tanto di addetta tra le più scorbutiche e maleducate che abbia mai incontrato. Ti ho solo chiesto se c'è un deposito bagagli, non lagnarti...), dell'ufficio del turismo (con il vecchietto simpaticissimo, gentile e disponibile, alla faccia della giovane scorbutica). No, qui non troverò mai l'acqua.
Decido di salire.
Secondo piano: Check-in e stand delle compagnie aeree. Mi va male pure qui. Saliamo ancora con i modernissimi ascensori di vetro che tengono fino a 33 persone (al ritorno abbiamo fatto un paio di conti e ci sebrava che il limite fisico fosse 25...).
Quarto piano (sì, i piani sono tutti pari. Che contino le doppie altezze come due? Bah..): e lì, davanti a me, una bella donna di Botero che mi guarda contenta e dietro file di negozi (come tutti quelli che avevo visto all'arrivo, che non saranno quelli che vedrò alla partenza. Ci sono 4 settori e ogni settore ha i suoi negozi). Tra noi solo un'infinita parete di vetro...non si può entrare, è la zona partenza..........
MA IO VOGLIO SOLO BERE!!!!
Ah! Là un miraggio!!Un bar fuori dal recinto di cristallo.
33cl..
1,55€...
Gracias...
Adios...
Esco e mi dirigo verso gli ascensori, ma ben presto rallento...alla mia sinistra vedo un'enorme terrazza bianca, con sdraio verdi, piante, alberelli, uccellini e gazzebo.....
.......
.......
Ho trovato dove passare le prossime ore.


Leggo, studio le guide, schematizzo le informazioni utili per i luoghi da visitare, insomma passo il tempo. Cielo senza una nuvola, caldo africano, gente che va e che viene, continue chiamate per ogni possibile aeroporto tedesco...Finalmente si avvicina l'ora X e io ho finito tutte le guide.
Guardo i monitor. Uscita F. Eccoli, arrivati anche loro! Baci, abbracci, presentazioni. Alla macchina...avendo girato tutto l'aeroporto faccio mente locale...no, qui non ci sono i parcheggi dei noleggi, sono certa.
"Ma no che dici, impossibile."
Chiediamo.
Mente i miei amici chiedono alla scorbutica, che canna a darci l'indicazione desiderata, veniamo fermati da un signore che ci spiega che dobbiamo prendere il pulmino per arrivare ai parcheggi. Ok, andiamo. Ma il pulmino non c'è...
"Ho caldo!", "MA quanto fa caldo!", "Potrei morire"...
Milanesotti, io temprata da 21anni di Sicilia non ho problemi.
Ecco il pulmino! 10 minuti di strada per arrivare al parcheggio.
Ci danno le macchine: 2 Ka (AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH il panino schiacciato nooooooooo), grigie, identiche!
(ndr a Maiorca l'80% di auto a nolo sono Ka. il 75% grigie. Siamo certi ci sia stata una svendita speciale per l'isola).
Carichiamo i bagagli per 8 persone...help!
Sbagliamo strada! Ora di Punta a Palma....help!! (fare attenzione ai carteli! ma ancora più attenzione, perchè capita che le indicazioni poi spariscano.).

Inizia la vaaaaaacaaaaanzaaaaaaaaaaa!!!


Narese
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martedì, 12 agosto 2008, ore 13:28



Ci vuole molto tempo per risistemare un computer...

Ci vuole molto tempo a trovare un bel vestito, peggio se lo cerchi la settimana di Ferragosto...

Ci vuole tempo per riuscire a parlare inglese, e ti senti imbarazzata a capire tutto alla perfezione, ma ad essere incapace di dare una buona risposta o ad esprimerti....

Ci vuole tempo per sistemare tutto il casino della propria camera, ed è faticoso quando ti rendi conto che non hai più spazio per tutto....


[....]
Sento che non c'è tempo
e allora un po' più in fretta farò
cercando di non lasciarmi prendere
dalla solita ansia bloccarsi non si può
cerco un nuovo contatto
un po' più di controllo su quel che sto vivendo
è il presente che mi sfugge dalle mani
ma io non mi sottraggo o almeno ci sto provando
Tiempo cerca 'o giovane ca nun vo' sbaglià
Tiempo cerca o' viecchio ca vo' recuperà
Tiempo cerca o' tossico ca nun se vo' fà
Tiempo cerca o' tiempo e tiempo nun ce ne sta, tu
Sienteme mo' sienteme a me siente O' Zulù
tiempo magari 'na vota ma mo' tiempo nun ce sta chiù, tu
sienteme mo' sienteme a me siente O' Zulù
o curre o vaje in galera e hai tutto 'o tiempo che vuo' tu
[....]
Tiempo cerco tiempo e tiempo un ce ne sta...
Tiempo cerco tiempo e tiempo un ce ne sta...
Tiempo cerco tiempo e tiempo un ce ne sta...
Tiempo cerco tiempo e tiempo un ce ne sta...
Sento che non c'è tempo
e allora un po' più in fretta farò
cercando di non lasciarmi prendere
dalla solita ansia bloccarsi non si può
cerco un nuovo contatto
un po' più di controllo su quel che sto vivendo
è il presente che mi sfugge dalle mani
ma io non mi sottraggo o almeno ci sto provando
Cerco tiempo e nun ce ne sta...
Cerco tiempo e nun ce ne sta...
Cerco tiempo e nun ce ne sta... no no
Cerco tiempo e nun ce ne...


Non c'è tempo - 99Posse

Narese
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sabato, 09 agosto 2008, ore 14:33




Macchè!
Proprio non si può!
Non è possibile scrivere sul blog con FireFox su Kubuntu
....
Che sfiga!!!

TORNATAAAAAAAAAA!!!!!!!
Maiorca è splendida!
Sempre sole, sempre caldo, sempre sereno, sempre tante cose da vedere e vivere,...
Una Sicilia in miniatura ai miei occhi!
A presto le foto!

Prima però devo sistemare un pò di cose
grrrrrr

Bacioni a tutti




Narese
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